105) Kuhn. Cos' un paradigma.
In campo scientifico un paradigma  in grado di risolvere meglio
alcuni problemi o sembra essere in grado di poterlo fare. Spetter
poi al lavoro scientifico di verificarlo.
T. S. Kuhn, La struttura delle rivoluzioni scientifiche,
traduzione di A. Carugo, Einaudi, Torino, 1978, pagine 43-44 (vedi
manuale pagine 332-333).
Quale  allora la natura di quel genere di ricerca pi
specializzata ed esoterica che  resa possibile dalla accettazione
di un unico paradigma da parte di un gruppo? Se il paradigma
rappresenta un lavoro che  stato realizzato una volta per tutte,
quali ulteriori problemi vengono lasciati aperti da esso, perch
il gruppo cos unificato li risolva? Queste domande appariranno
ancor pi urgenti, se rivolgiamo ora l'attenzione su un
particolare aspetto sotto il quale i termini fin qui usati possono
risultare fuorvianti. Nell'uso corrente, per paradigma si intende
un modello o uno schema accettato, e questo aspetto del suo
significato mi ha permesso qui, in mancanza di uno migliore, di
appropriarmi del termine di paradigma. Ma ben presto apparir
chiaramente che il significato di modello e di schema che
permette tale appropriazione non  propriamente quello abituale
nella definizione di paradigma. In grammatica, per esempio,
amo, amas, amat  un paradigma, perch mostra lo schema da usare
nel coniugare numerosi altri verbi latini, per esempio
nell'ottenere laudo, laudas, laudat. In questa applicazione
convenzionale, la funzione del paradigma  quella di permettere la
riproduzione di esempi, ciascuno dei quali potrebbe servire in
linea di principio a sostituirlo. In una scienza, per, un
paradigma  raramente uno strumento di riproduzione. Invece,
analogamente a un verdetto giuridico accettato nel diritto comune,
 lo strumento per una ulteriore articolazione e determinazione
sotto nuove o pi restrittive condizioni.
Per vedere come ci funziona, dobbiamo riconoscere quanto limitato
possa essere sia l'ambito che la precisione di un paradigma,
allorch esso appare in scena per la prima volta. I paradigmi
raggiungono la loro posizione perch riescono meglio dei loro
competitori a risolvere alcuni problemi che il gruppo degli
specialisti ha riconosciuto come urgenti. Riuscire meglio, per,
non significa riuscire completamente per quanto riguarda un unico
problema o riuscire abbastanza bene per moltissimi problemi. I1
successo di un paradigma - sia esso l'analisi aristotelica del
movimento, o il calcolo tolemaico della posizione dei pianeti, o
l'uso della bilancia fatto da Lavoisier, o la matematizzazione che
Maxwell comp del campo elettromagnetico -  all'inizio, in gran
parte, una promessa di successo che si pu intravedere in alcuni
esempi scelti e ancora incompleti. La scienza normale consiste
nella realizzazione di quella promessa, una realizzazione ottenuta
estendendo la conoscenza di quei fatti che il paradigma indica
come particolarmente rivelatori, accrescendo la misura in cui
questi fatti si accordano con le previsioni del paradigma, e
articolando ulteriormente il paradigma stesso.
Pochi tra coloro che non siano effettivamente impegnati
nell'attivit di una scienza matura si rendono conto di quanto
lavoro di ripulitura di tal genere resti da fare dopo
l'accettazione di un paradigma, o di quanto affascinante possa
essere l'esecuzione di un simile lavoro. E questi punti devono
essere chiaramente capiti. Le operazioni di ripulitura
costituiscono l'attivit che impegna la maggior parte degli
scienziati nel corso di tutta la loro carriera. Esse costituiscono
quella che qui chiamo la scienza normale. Una attivit di tal
genere, se esaminata da vicino, sia come  stata fatta nel corso
della storia, sia come  condotta nei laboratori contemporanei, si
presenta come un tentativo di forzare la natura entro le caselle
prefabbricate e relativamente rigide fornite dal paradigma. Il
compito della scienza normale non  affatto quello di scoprire
nuovi generi di fenomeni; anzi, spesso sfuggono completamente
quelli che non si potrebbero adattare all'incasellamento. Gli
scienziati non mirano neanche, di norma, a inventare nuove teorie,
e anzi si mostrano spesso intolleranti verso quelle inventate da
altri. La ricerca nell'ambito della scienza normale  invece
rivolta all'articolazione di quei fenomeni e di quelle teorie che
sono gi fornite dal paradigma.
Novecento filosofico e scientifico, a cura di A. Negri, Marzorati,
Milano, 1991, volume terzo, pagine 516-51.7
